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Il meteorite che ha cambiato le foreste

Secondo un nuovo studio il meteorite che ha estinto i dinosauri ha anche cambiato per sempre l'aspetto dei nostri ecosistemi forestali.
Il meteorite precipitato sul nostro pianeta 66 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo, ha causato un'estinzione di massa che, tra gli altri, ha colpito i dinosauri e ha lasciato invece quasi intatta la classe dei mammiferi. A quel tempo i mammiferi erano già molto diversificati, ma con la scomparsa dei dinosauri hanno potuto occupare con successo le nicchie ecologiche lasciate vacanti. Ora gli ecologi hanno invece scoperto come l'impatto del meteorite è riuscito a cambiare anche gli ecosistemi forestali. L'impatto, infatti, deve aver cambiato il clima a livello globale e l'ipotesi dei ricercatori era che l'abbassarsi della temperatura e della luminosità doveva aver favorito piante con determinate strategie ecologiche. Possiamo raggruppare le strategia di sopravvivenza delle piante in due grandi categorie: quelle basate sulla "crescita lenta", e quelle basate sulla "crescita rapida". La "crescita lenta" è caratteristica delle piante sempreverdi ed è una strategia è particolarmente efficiente quando ci sono lunghi periodi di condizioni stabili. La crescita rapida è invece la strategia associata alle piante decidue (cioè che perdono le foglie a termine della stagione vegetativa) e di quelle annuali. Quest'ultima strategia è più vantaggiosa quando le condizioni sono variabili. Nelle clima creato dal cosiddetto "inverno da impatto", ci si aspetterebbe un'espansione delle specie decidue a "crescita veloce" e una riduzione di quelle sempreverdi a "crescita lenta" poiché le prime investono meno risorse nella costruzione delle foglie (di cui poi si disfano) rispetto alle seconde. Questo è quello che hanno concluso i ricercatori studiando un giacimento ricco di foglie fossili situato nel nord dello stato del Dakota.
La collezione di foglie studiata dai ricercatori, ospitata al Denver Museum of Nature and Science Immagine: Benjamin Blonder via UANews
Il rapporto tra la massa delle foglia e la loro superficie calava nel tempo, una chiara indicazione che le piante che producevano foglie più sottili e ampie (e quindi meno dispendiose) erano state favorite dal cambiamento ambientale. Allo stesso tempo i ricercatori hanno visto che aumentavano le foglie con venature più fitte, indice che erano state favorite le piante in grado di utilizzare velocemente l'acqua disponibile. Secondo i ricercatori, che hanno appena pubblicato i loro risultati sulla rivista PloS Biology, è per questo che ora le foreste sono quasi tutte composte da piante decidue, mentre prima del meteorite erano i sempreverdi a dominare la terra, assieme ai dinosauri. Immagine in apertura: Donna Braginetz/Denver Museum of Nature & Science via UANews Immagine box: Benjamin Blonder via UANews
After Armageddon
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