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Il ruolo dei social media per promuovere l'inclusività

Le riflessioni dell’imprenditrice Aerica Shimizu Banks, esperta di equità, tecnologia e sviluppo, sulla promozione di una rete aperta e inclusiva

Aerica Shimizu Banks è un'esperta di politiche tecnologiche e innovatrice dell'inclusione. Ha 34 anni e ha già collezionato diversi riconoscimenti (nominata nel 2021 Root 100, imprenditore sociale di Forbes 30 Under 30 nel 2018 e Tech Titan della rivista Washingtonian nel 2017). È la fondatrice di Shiso, una società di consulenza che promuove uno sviluppo del business basato sull’equità, sulla tecnologia e sulla sfida. Per un certo periodo ha fatto parte del comitato per la politica dell'innovazione del presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden.

Con tutta questa esperienza alle spalle, Aerica Shimizu Banks è intervenuta allo Youth Summit della Banca Mondiale, un evento che raccoglie giovani da tutto il mondo per discutere sui temi più urgenti per le nuove generazioni. Il tema scelto per il 2022 è stato Unlocking the Power of Inclusion for Equitable Growth, come sbloccare il potere dell'inclusione per una crescita equa.

Pochi consigli per essere più inclusivi

Aerica Shimizu Banks ha fatto una riflessione sul ruolo dei social media nel promuovere la diversità, l'equità e l'inclusione. Come sappiamo, questo canale di comunicazione è sempre più usato e diffuso, ma la crescita di audience non comporta una crescita di comunità o, meglio ancora, di comunità capaci di accogliere le diversità. Quando parliamo di inclusione, infatti, ci riferiamo di solito a persone di etnie, religioni, estrazioni sociali, culture, luoghi e orientamenti sessuali diversi.

Il modo in cui ci esprimiamo può essere inclusivo o meno e la lingua gioca un ruolo fondamentale: sarebbe meglio creare post e contenuti in più lingue o almeno nella nostra e in inglese. Anche gli hashtag che inseriamo possono essere particolarmente efficaci per creare messaggi che raggiungano persone diverse.

Per raggiungere persone con deficit visivi e acustici, poi, può essere utile proporre ogni contenuto attraverso canali diversi: testo e audio oppure video con sottotitoli o immagini con Alt Text, cioè testi alternativi che le spiegano.

Come sappiamo, nelle comunità virtuali sui social media serpeggia spesso un linguaggio d’odio, che alimenta ed è alimentato dalla disinformazione. Per contrastare questi fenomeni dobbiamo agire su noi stessi: controllare le fonti da cui prendiamo informazioni, segnalare episodi di discriminazione o condivisione di notizie false e chiedere maggiore responsabilità alle istituzioni, in modo che intervengano con norme e strumenti più efficaci.

Questi suggerimenti sono utili per includere le persone che sono già presenti sui social network, ma esistono molte persone nel mondo che non hanno accesso del tutto alle piattaforme. Per esempio, come fare a rendere i social media più accessibili alle comunità rurali? Bisogna sviluppare app che consumino pochi dati, perché in molte regioni del mondo la connessione a internet non è stabile e il numero di persone da connettere è elevato.

Il video dell’intervento di Aerica Shimizu Banks, alla fine del primo giorno dello Youth Summit della Banca Mondiale 2022:

Immagine di apertura: Pixelkult da Pixabay

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