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La dieta sempre attuale di Paranthropus boisei

Da uno studio sul comportamento alimentare dei babbuini è stata ricostruita la dieta di Paranthropus boisei, un ominide vissuto 2 milioni di anni fa.
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Tuberi di cipero o zigolo dolce (Cyperus esculentus) come piatto principe, accompagnato da qualche lombrico o cavalletta e quando disponibile frutta di stagione. Secondo ricercatori dell'Università di Oxford, era questo il menu quotidiano di Paranthropus boisei, un ominide vissuto in Africa orientale tra 2.4 e 1.4 milioni di anni fa. Un’alimentazione non molto varia, ma in grado di sopperire alle sue esigenze metaboliche.
Il cipero (Cyperus esculentus) è una pianta erbacea tipica di zone umide. In Italia è poco conosciuta mentre in Spagna, a Valencia, viene coltivata per i suoi tuberi (chufas), da cui si ricavano cibi e bevande (immagine: Wikimedia Commons)
Uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE fornisce nuovi indizi per risolvere un enigma che ha impegnato i paleoantropologi per 50 anni. Paranthropus boisei, un tempo classificato nel genere Australopithecus, è stato ribattezzato “uomo schiaccianoci” per i suoi molari piatti e le poderose mascelle. Queste caratteristiche hanno suggerito che la sua dieta fosse basata su noci e altri semi particolarmente coriacei, che richiedevano un apparato masticatore altrettanto robusto.
La morfologia del cranio e delle mascelle rivelano che Paranthropus boisei era un formidabile masticatore. In realtà, secondo le ultime ricerche, questo "uomo schiaccianoci", come è stato ribattezzato, mangiava solo di rado noci e altri cibi molto coriacei (immagine: Wikimedia Commons)
L'esame dell’usura e delle microfessurazioni nello smalto dei denti ha rivelato però che i cibi molto duri erano più un’eccezione che la regola. Analisi isotopiche hanno anche suggerito che gran parte della dieta potesse basarsi su piante C4 come erbe e carici, compatibili con le abrasioni dello smalto. Ma qui sorgeva l'enigma, perché un cibo così povero di nutrienti e ricco di fibre sembrava più adatto a un ruminante che a un ominide di medie dimensioni e dal grande cervello. L'autrice dello studio, Gabriele Macho, ha suggerito una possibile spiegazione. Illuminante è stato osservare il comportamento alimentare dei babbuini che vivono nel Parco Nazionale di Amboseli, in Kenya, in un'ambiente simile a quello di P. boisei. La Macho ha dimostrato che questi primati mangiano grandi quantità di tuberi di cipero, dal sapore dolce e dall'elevato contenuto in sali minerali, vitamine e acidi grassi. I tuberi sono anche molto ricchi di amidi, che senza una cottura risultano altamente abrasivi.
Il comportamento alimentare dei moderni babbuini è servito a far luce sulla dieta di un ominide vissuto 2 milioni di anni fa (immagine: David Bygott via Filckr)
I denti dei babbuini, infatti, osservati al miscoscopio mostrano gli stessi segni di usura riscontrati nella dentatura di P. boisei, suggerendo una dieta molto simile. Per consentire agli enzimi della saliva di digerire gli amidi è necessaria una lunga masticazione, e il nostro ominide era ben equipaggiato per farlo.
Le microfratture dovute alla masticazione dei denti di babbuino sono molto simili a quelle riscontrate nei denti fossili di P. boisei (Immagine: PLOSOne)
Lo studio ha calcolato che una dieta basata su questi tuberi era in grado di sostentare un primate di quella taglia, fornendo circa 2000 calorie al giorno, corrispondenti all'80% del suo fabbisogno energetico. La ricerca di questo cibo, facilmente reperibile, lo avrebbe impegnato per 2,5 o 3 ore, un valore che rientra comodamente nei tempi di foraggiamento, pari a 5-6 ore giornaliere, tipici delle grandi scimmie. Questa dieta selettiva potrebbe essere la chiave del successo di Paranthropus boisei, sopravvisuto a profondi cambiamenti climatici per ben un milione di anni. D'altra parte, il consumo di queste piante ha avuto vita ancora più lunga. Dai campi dell’antico Egitto il cipero finisce ancora oggi sulle tavole di molte persone in diversi preparati. Se andate a Valencia, non dimenticate di assaggiare la famosa horchata de chufas. Non preoccupatevi, non occorre una dentatura da Paranthropus: si tratta di una bevanda dolce e chiaramente energetica dove i tuberi, o chufas, sono bolliti e frullati. Immagine banner: Wikimedia Commons Immagine box: Wikimedia Commons
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