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L'originalità del mento

Il mento è una caratteristica esclusiva dell'uomo moderno, assente nei nostri antenati, negli altri ominidi e nel resto dei primati. Una nuova ricerca fa luce sulla sua comparsa.
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Dovendo citare una caratteristica che rende unico l’uomo moderno pochi penserebbero al mento. Eppure gli esseri umani arcaici, così come i Neanderthal, tutti gli altri ominidi e il resto dei primati ne sono privi. Perché, quindi, solo noi abbiamo un mento? L'ipotesi della funzione meccanica va in pensione Dopo un secolo di dibattiti, la soluzione del mistero potrebbe essere in un articolo pubblicato sul «Journal of Anatomy» da ricercatori dell’Università dell’Iowa. Accurati studi di biomeccanica cranio-facciale su una quarantina di soggetti di varie età, dai 3 ai 20 anni, hanno escluso l’ipotesi che sembrava più probabile, cioè una funzione meccanica. Non è emersa infatti alcuna prova per sostenere che le forze meccaniche, tra cui la masticazione, possano produrre la resistenza necessaria a creare nuovo osso nella mascella inferiore, o mandibola. Al contrario, paradossalmente, la resistenza ossea è risultata superiore nei bambini di 3-4 anni, che sono quasi privi di mento.
Il  cranio di un essere umano moderno (a sinistra), confrontato con quello di un Neanderthal (a destra), mostra una caratteristica anatomica unica: un mento all'estremità della mandibola (immagine: Tim Schoon, University of Iowa)
Meno cranio, più mento Qual è allora la funzione del mento secondo i ricercatori? Nessuna, o meglio, la sua comparsa sarebbe il risultato di una generale riduzione della faccia nell’uomo moderno (nei Neanderthal per esempio è più grande del 15 per cento). Via via che le ossa facciali diventavano più esili, il mento è diventato sempre più sporgente ed evidente, cambiando per sempre la geometria del nostro viso.
Studi precedenti hanno correlato la riduzione delle ossa facciali al cambiamento dello stile di vita dei nostri antenati, da cacciatori raccoglitori nomadi a residenti in gruppi sempre più numerosi. La pacifica convivenza, tutt’altro che scontata, avrebbe richiesto un controllo dell’aggressività conquistato riducendo i livelli ormonali di testosterone. Come conseguenza secondaria, il nostro cranio sarebbe diventato meno massiccio, spianando la strada all’evoluzione del mento.   Immagine banner in evidenza: Tim Schoon, University of Iowa Immagine box in homepage: pixabay.com
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