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Ossigeno al centro della Terra

Non solo tracce, ma una percentuale tutt'altro che trascurabile: nuovi dati rivelano la quantità d'ossigeno presente nel nucleo terrestre
Esistono alcuni aspetti della scienza che possiedono un fascino particolare, quasi letterario, in quanto impossibili da vedere e analizzare da vicino. Si possono studiare solo per via indiretta, fare supposizioni, costruire modelli senza averne mai esperienza diretta. Il nucleo della Terra è uno di questi. Di cosa è fatto? Come si è formato? Nonostante si abbiano già le risposte a queste domande, non mancano gli studi che aggiungono dettagli sempre nuovi. L'ultimo è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences e sostiene che nel nucleo terrestre sia presente più ossigeno di quanto pensato finora.  

Segnali dal centro della Terra

Il nostro Pianeta si è formato circa 4.56 miliardi di anni fa a partire da una gigantesca nube fredda di gas e polveri finissime che iniziò, non si sa bene il perché, a collassare su sé stessa e a formare un enorme vortice. Le collisioni tra ghiacci e polveri contenute in questo gigantesco "frullatore" portarono alla formazione di aggregati sempre maggiori, chiamati plantesimali. L'aggregazione di plantesimali diede origine, tra gli altri, anche al nostro pianeta. Inizia così la storia della Terra, che ha attraversato una lunghissima fase di accrescimento e una, altrettanto lunga, di differenziazione che l'ha portata ad assumere la struttura "a involucri" che la caratterizza oggi. Sotto la crosta terrestre, infatti, si nascondono un mantello di silicati, un nucleo esterno liquido formato da ferro e nichel e un nucleo interno solido, composto da ferro (abbiamo parlato in modo più dettagliato del nucleo terrestre qui).

Struttura interna della Terra (Immagine: Wikipedia)

Studiare la composizione di ogni strato non è cosa facile. Gli scavi più profondi non sono andati oltre i 12 km, insufficienti quindi per raggiungere anche solo l'interfaccia tra crosta terrestre e mantello. Fortunatamente esistono strumenti "indiretti" per studiare la struttura terrestre, come la propagazione delle onde sismiche verso il centro della Terra. Questo, combinato alle "firme" chimiche e fisiche lasciate dal processo di formazione terrestre nel nucleo e nel mantello, ha permesso di saperne di più su questo "luogo" ricco di fascino, il centro della Terra, che, letteratura fantascientifica a parte, verosimilmente non potrà essere mai essere raggiunto.  

Un cuore pieno di ossigeno

Mettendo insieme le informazioni derivanti dalla sismologia, la fisica dei minerali e la geochimica il team di ricercatori del Lawrence Livermore National Laboratory (California) hanno capito qualcosa in più sulla formazione del nucleo terrestre e sulla sua attuale composizione. I nuovi dati raccolti raccontano di un nucleo che si è formato a partire da un oceano di magma bollente e liquido a circa 1800 km al di sotto della superficie terrestre in condizioni di ossidazione maggiore a quella presente sulla Terra oggi, dovute alla grande concentrazione di ossigeno che veniva via via incorporato nel nucleo. Ossigeno tuttora presente in una percentuale stimata variabile tra il 2.7 e il 5%, ben più, quindi, delle "tracce" ritenute presenti finora. Immagine box:  Antoine Pitrou/Institut de Physique du Globe de Parise Physique Immagine banner in evidenza: Wikipedia    
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