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Plutone, stiamo arrivando!

Dopo anni di viaggio la sonda New Horizons è finalmente in vista di Plutone, il flyby del pianeta nano è previsto per il prossimo 14 luglio.
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Lo scorso 30 aprile la sonda Messenger, che orbitava dal 2011 intorno a Mercurio, si è schiantata sulla torrida superficie del pianeta. Non si è trattato di un errore, ma della fine naturale di una missione durata in totale quasi 11 anni e che aveva superato le più rosee aspettative. Messenger, dopo ben 7 anni di viaggio, doveva orbitare intorno a Mercurio per un anno, ma alla fine il "soggiorno" della sonda è stato prolungato fino a consumare l'ultima goccia di combustibile, necessario per correggere l'orbita. Senza di esso, la sonda ha dovuto alla fine soccombere alla gravità del pianeta, e soprattutto, del vicinissimo Sole. Ma mentre Messenger si avvicinava alla sua inevitabile fine, un'altra sonda si stava preparando a fare la storia dell'esplorazione spaziale: a fine aprile New Horizons, partita nel 2007, ha inviato le prime immagini che rivelano la superficie del suo obiettivo: Plutone. Il pianeta che non c'era Plutone è un corpo celeste con una massa stimata di circa 1/500 quella terrestre. È questo il motivo principale per cui nel 2006 la International Astronomical Union (IAU), dopo aver formalmente definito (non senza accese discussioni) che cos'è un pianeta, ha incluso Plutone tra i "pianeti nani" assieme a Ceres, Eris, e altri oggetti trans-nettuniani (cioè oltre l'orbita dell'ultimo "vero" pianeta del Sistema Solare, Nettuno). La decisione della IAU di "declassare" Plutone è stata ampiamente commentata anche al di fuori degli ambienti scientifici e il pianeta nano è oggi quasi un personaggio pop, la cui storia affiora ripetutamente nelle sit-com come The Big Bang Theory.
In realtà l'interesse degli scienziati per pianetino non è affatto diminuito: nessuno, infatti, lo ha ancora potuto vedere da vicino. Ma grazie a New Horizons le cose stanno per cambiare. La lunga strada verso Plutone... New Horizons è la prima sonda appositamente progettata per studiare Plutone e la sua luna più grande, Caronte. Il lancio da Cape Canaveral è avvenuto nel 2006 ma lo sviluppo della missione è cominciato all'inizio millennio. Tra gli strumenti più importanti c'è LORRI (Long Range Reconnaissance Imager), cioè il telescopio che ci sta già mostrando qualche dettaglio di Plutone durante l'avvicinamento della sonda.
Un'animazione di Caronte che orbita intorno a Plutone grazie alle immagini raccolte da LORRI tra il 12 e il 18 aprile (Immagine: NASA)
Gli "occhiali da vicino" di New Horizons sono invece costituiti dallo strumento RALPH, composto da una sofisticata fotocamera multispettrale e da uno spettrometro a infrarossi, grazie al quale sarà possibile conoscere la composizione chimica della superficie. RALPH fa coppia con ALICE, uno spettrometro a ultravioletti con il quale gli scienziati sperano di capire qualcosa in più sull'atmosfera. In attesa dell'incontro col pianeta nano, previsto per il 14 luglio di quest'anno, la sonda non è però rimasta con le mani in mano: dall'inizio del viaggio lo Student Dust Counter conta le particelle di polvere spaziale che incontra la sonda mentre procede verso la sua meta. La particolarità di questo strumento è che la sua progettazione, costruzione e gestione è interamente affidata agli studenti dell'University of Colorado Boulder. New Horizons non entrerà nell'orbita di Plutone, ma effettuerà quello che in gergo è definito fly-by: il 14 luglio la sonda si troverà alla distanza minima da pianeta nano e poi riprenderà ad allontanarsi da esso per proseguire l'esplorazione della Fascia di Kuiper, alla ricerca di altri corpi minori (ma non meno interessanti) del nostro Sistema Solare. Immagine in apertura e immagine box: NASA
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