Da Theia a Selene
Uno dei pianeti era la Terra, l'altro è stato battezzato Theia e aveva le dimensioni di Marte. Il materiale eiettato da questo scontro avrebbe poi formato la Luna (infatti Theia nel mito greco è la madre di Selene, la dea della Luna). Gli astronomi pensano che durante la formazione del Sistema solare ci siano stati altri impatti di questo tipo, ma quello che tra la Terra e Theia è stato probabilmente l'ultimo e spiegherebbe molte delle caratteristiche della nostra Luna. Ma di preciso come è avvenuto questo impatto? Secondo una ricerca del 2014 gli isotopi dell'ossigeno presenti nelle rocce lunari erano in un rapporto diverso rispetto a quelle terrestri. Questo indicherebbe che più che uno scontro si è trattato di un colpo di striscio: Theia ha sfiorato la Terra in formazione e in questo modo da Theia è stato strappato il materiale che, entrato in orbita intorno al nostro pianeta, ha dato origine alla Luna.Scontro frontale
A fine gennaio la rivista Science ha pubblicato una nuova ricerca che contesta questa conclusione. Un gruppo di ricercatori guidato dal professor Edward D. Young (University of California, Los Angeles) ha utilizzato un avanzatissimo spettrometro di massa per analizzare in dettaglio la composizione delle rocce lunari e di quelle terrestri. In tutto sono state esaminate 7 rocce lunari provenienti dalle missioni apollo e sei rocce vulcaniche terrestri rappresentative del mantello, cinque provenienti dalle Hawaii e una dall'Arizona. Secondo questi scienziati il rapporto tra gli isotopi dell'ossigeno in queste rocce è praticamente lo stesso: questo significa che lo scontro è stato talmente violento che il materiale di Theia è entrato a far parte della Terra e della stessa pasta era anche il materiale entrato in orbita che ha poi formato la nostra Luna. Nelle parole del professor Young: «Theia si è profondamente mischiata sia nella Terra che nella Luna, e si è dispersa equamente tra loro. Questo spiega perché non vediamo differenze tra le tracce di Theia nella Luna rispetto a quelle nella Terra».Immagine in apertura: By NASA / Bill Anders [Public domain], via Wikimedia Commons
Immagine box: By NASA/JPL-Caltech [Public domain], via Wikimedia Commons