Di nuovo Ulisse, e oltre

La domanda

Le ho già scritto in precedenza: sono la ragazza che voleva incentrare il suo percorso su Ulisse, più precisamente l’Ulisse dantesco, intendendolo come l’uomo che cerca di superare i limiti, non propri e soggettivi, ma quelli dell’umanità. Con il tempo però, questo progetto è leggermente mutato, se pur i motivi di fondo restano gli stessi. Ho voluto abbandonare la centralità della figura di Ulisse nel mio percorso, in quanto mi dava poca libertà di spaziare. Mi sono imbattuta nelle teorie di Henry Bergson, in particolare su quella dello slancio vitale e dell’uomo che crea indefinitamente se stesso. Partendo da questo, vorrei argomentare che l’uomo ha una sete innata di conoscenza, che lo porta oltre, lo porta a sperimentare e rinnovarsi; la sperimentazione gli consente di fare nuove scoperte che superano quelli che precedentemente erano considerati dei ”limiti”. Quindi l’uomo è un soggetto in continuo divenire e mai potrebbe essere statico, cioè sempre uguale a se stesso. Tuttavia, a parte Bergson, non riesco a trovare altri filosofi o correnti filosofiche che trattino del desiderio dell’uomo di conoscere e di accrescersi. Sarei interessata anche a filosofi (se vi sono) che trattano proprio di sperimentazione, di rinnovamento, di uomo in continuo divenire.
Le scrivo anche i collegamenti che avevo in mente con l’aiuto che possa darmi qualche suggerimento o spunto. In latino avevo in mente Seneca, in quanto per lui l’uomo virtuoso è quello che si dedica alla conoscenza e conosce sempre di più. In Arte, le Avanguardie Storiche, in quanto l’uomo ha sentito il bisogno di rinnovarsi perché le tecniche fin ad allora sperimentate non erano più sufficienti per comunicare quello che aveva in mente. In storia volevo portare qualche movimento e/o uomo che ha condotto una lotta per degli ideali in cui credeva o per superare i limiti della morale e della società di quel contesto storico e ha portato ad un avanzamento della società e della sua morale, ma non saprei cosa scegliere. In Fisica, mi piacerebbe portare Stephen Hawking che potrei presentare come ”L’Ulisse dello Spazio” cioè un Ulisse che per il desiderio di conoscenza si è spinto oltre, ma temo che in quanto liceo scientifico mi facciano domande approfondite sulla parte prettamente teorica e mi risulti difficoltoso studiarla da sola; l’alternativa era Einstein perché ha rivoluzionato la coscienza dell’uomo dei concetti spazio e tempo…

Giusi, Liceo Scientifico

La mia risposta

Apprezzo la perseveranza di Giusi (trovate qui il primo post destinato a darle una risposta) e anche il suo sforzo nell’esplicitare il percorso che ha in mente. Però le difficoltà rimangono. La questione a cui Giulia pensa è allo stesso tempo troppo generica e troppo specifica. Da una parte ne viene fuori un percorso  che dovrebbe farla passare dalle avanguardie artistiche alla clonazione ai lavori di Stephen Hawking sulla cosmologia: ci vorrebbe un mostro per toccare tutti questi argomenti in maniera efficace in un quarto d’ora. Dall’altra parte è difficile stabilire quando un riferimento è adatto a essere citato e discusso, visto che le risulta difficile trovare riferimenti all’amore per la conoscenza all’interno di una materia (la filosofia) il cui nome stesso vuol dire: “amore per il sapere”.

Io penso che Giusi dovrebbe capire che il tema che ha in mente è adatto a un vasto percorso di ricerca che si estende lungo diversi anni e non può essere esaurito e neppure esposto preliminarmente in un colloquio d’esame. Perciò io invito Giusi a restringere il campo concentrandosi su un singolo personaggio o autore e su un piccolo numero di materie e sforzandosi di spiegare cosa tale personaggio ha detto e perché lei lo ritiene interessante. Così le sarebbe possibile introdurre il tema della sua ricerca, senza però lasciarsi disperdere dalla sua vastità.

(Io se avessi queste idee mi butterei su Nietzsche, pensate un po’.)

Per la lezione

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