Il mito di Prometeo

La domanda

Per la mia tesina avevo pensato al ‘Prometeo’, il mito del titano che sfida gli dei per rubare loro il fuoco, incentrandola perciò sull’uomo che annulla il Dio e cerca di superarlo, di mettersi al suo posto. In filosofia è piuttosto immediato il collegamento a Feuerbach che smentisce ogni esistenza del Dio e alla chiara affermazione di Nietzsche “Dio è morto”. Netto è anche il collegamento al superuomo dannunziano. Mi piace anche il riferimento all’Ulisse dantesco che sfida il Dio e ignora le Sue leggi. La letteratura inglese mi offre come spunto Frankenstein, or the modern Prometheus di Mary Shelley che già nel titolo richiama il collegamento. Le altre materie però mi fanno sorgere vari dubbi: per storia non ho praticamente spunti, per Arte avevo pensato a Lucio Fontana (in quanto superamento del limite e ‘sfida’ dei canoni artistici) o per gli stessi motivi a Dalì. In particolare Scienze mi lascia perplesso: la mia professoressa mi consigliava di parlare delle ipotesi della nascita dell’universo, pensando all’uomo che si rapporta con l’infinito senza paura, io avevo pensato anche alla clonazione, pensando all’uomo che fa da creatore ‘al posto’ di Dio, ma non saprei di cosa parlare concretamente riguardo i programmi di scienze del liceo.

Domenico, Liceo Scientifico

La mia risposta

Le mie competenze sono quelle di un insegnante di Fisica, quindi devo cercare di non intervenire troppo negli spunti legati ad altre materie. Non posso fare a meno, però, di ricordare che le incarnazioni moderne (sostanzialmente romantiche) del mito di Prometeo non sono tutta la storia; e che sarebbe interessante tenere conto anche delle fonti antiche, soprattutto della tragedia di Eschilo, Prometeo incatenato; o delle Metamorfosi di Ovidio. Così come sarebbe interessante ricordare che il marito di Mary Shelley, il grande poeta romantico Percy Bysshe Shelley, scrisse prima di lei un dramma visionario dedicato a Prometeo, Prometheus Unbound, ed è probabilmente in questo dramma che va trovata la radice dell’interpretazione moderna del mito.
Per le stesse ragioni, non penso di poter proporre molti spunti relativi a Storia dell’Arte. Quelli a cui pensa Domenico non mi convincono del tutto, perché mi sembra che il mito di Prometeo abbia un contenuto un po’ più preciso che un generico desiderio di “superare i limiti”, e perché questo desiderio potrebbe essere riferito a una buona metà degli artisti occidentali almeno dall’Impressionismo in avanti.

Per quanto riguarda le materie scientifiche, è evidente che il riferimento può essere soltanto metaforico. Tutta l’impresa scientifica è “prometeica” nel senso antico, in quanto si oppone alla condizione “naturale” degli uomini (mitologicamente riferita al volere divino, a Zeus) e lavora per la loro civilizzazione e la loro autonomia: in questo senso è prometeico già il Sapere aude in cui Kant riassume l’Illuminismo. Ci sono episodi in cui questo aspetto di allargamento e potenziamento della natura umana è più evidente. Penso a tanti elementi della biologia e della medicina moderna, e in particolari a tutti quelli in cui la biologia, invece che scienza descrittiva del vivente, si presenta come scienza e tecnologia della sua trasformazione. Si potrebbe parlare di trapianti, di ingegneria genetica e di altri argomenti ancora. Vorrei suggerire, comunque, di evitare stucchevoli recriminazioni sulla scienza che “violerebbe i limiti” dell’umano e “violenterebbe” la natura; per sottolineare invece come ogni conquista scientifica comporti nuove possibilità e nuove responsabilità, che devono essere consapevolmente discusse e accettate.
Uno spunto simile si offre abbastanza naturalmente per la Fisica, ed è l’indagine sull’energia nucleare nelle sue varie forme (legate alla fissione o alla fusione nucleari) e nelle sue varie applicazioni. Come Prometeo rubò una scintilla dal carro del Sole, così gli scienziati che lavorano a un reattore a fusione cercano di “rubare” al Sole il meccanismo con il quale esso libera energia. Anche qui, meglio evitare banali connotazioni negative, di cui un certo tipo di giornalismo abusa già troppo.

Per la lezione