La deportazione

La domanda

Lo scorso febbraio ho partecipato al viaggio da Fossoli a Mauthausen, Storia in viaggio. Mi ha colpito soprattutto l’aspetto della deportazione di coloro che, pur non essendo ebrei, hanno comunque subito la stessa sorte: dissidenti politici, intellettuali, artisti, scrittori.. In particolare l’aspetto dell’arte degenerata è legato ai campi da me visitati (Dacau, Gusen, Mauthausen, Ebensee) dove all’inizio giunsero individui non graditi al regime Nazista, per svolgere lavori forzati. Vorrei portare collegamenti con storia dell’arte, italiano, inglese (materie esterne), storia (materia interna).

Mario, Liceo Musicale

La mia risposta

Il contesto in cui Mario proietta il suo progetto di percorso è un contesto tragico, che merita di essere presentato con serietà. Dalle parole di Mario ho l’impressione che lui abbia in mente più idee di quante effettivamente ne presenta. Non credo infatti che aspetti da me un collegamento relativo alla Storia, collegamento che nel caso del tema da lui scelto è evidentemente quello al nazismo e al progetto della Soluzione Finale. Anche per quanto riguarda Italiano mi sembra difficile aggirare il riferimento a Primo Levi. Per quanto riguarda Storia dell’Arte a me piacerebbe partire da un libro del grande critico Didi-Huberman, Immagini malgrado tutto, che riflette su alcune fotografie provenienti dal campo di concentramento di Auschwitz; ma mi piacerebbe anche toccare l’opera pittorica di Anselm Kiefer. Kiefer, uno dei più grandi pittori contemporanei, ha lavorato molto sull’ispirazione tratta dalle poesie di Paul Celan e in particolare su Fuga di morte, una poesia di grande originalità e efficacia che evoca la presenza della musica nei campi di sterminio. Dato che Mario è stato toccato dal tema di quella che i nazisti chiamavano “arte degenerata”, e dato che frequenta un liceo musicale, potrebbe toccare anche l’aspetto musicale dell’arte perseguitata dai nazisti, vale a dire la musica atonale e dodecafonica, citando ad esempio lo straordinario oratorio di Arnold Schönberg, A Survivor from Varsaw.

Per la lezione