Benvenuti al Cern

«Il più grande laboratorio di fisica italiano». Scherzosamente è così che i nostri connazionali definiscono il Cern. Difficile non essere d’accordo, se si pensa che delle diecimila persone che lavorano nel centro di ricerca più famoso del mondo, oggi più di 1700 sono italiani. Così come italiano era Edoardo Amaldi, la persona che nell’immediato dopoguerra raccolse le ceneri della fisica europea e promosse la nascita stessa del centro di ricerca, di cui nel 1954 divenne il primo segretario generale.

In occasione del sessantesimo compleanno del Cern, grazie all’Istituto nazionale di fisica nucleare, abbiamo portato la nostra telecamera all’interno dei laboratori di Ginevra. Approfittando dello spegnimento del fascio di Lhc, che tornerà a correre solo nei primi mesi del 2015, abbiamo avuto la rara opportunità di visitare il tunnel sotterraneo dove è alloggiato l’acceleratore e i giganteschi rivelatori di particelle con i quali è stato scoperto il bosone di Higgs.

Ma soprattutto abbiamo avuto l’occasione di incontrare molti fisici italiani, che a vario titolo lavorano al Cern. A cominciare da Sergio Bertolucci, che del Cern è Direttore della Ricerca e del Scientific Computing, per continuare con Fabiola Gianotti, responsabile dell’esperimento Atlas durante la scoperta del bosone di Higgs, e Lucio Rossi, responsabile dello sviluppo dei magneti superconduttori di Lhc. Per finire, ovviamente, con molti giovani ricercatori e post-doc, che per numero rappresentano davvero il cuore pulsante del Cern.

Nelle prossime settimane, con filmati e videointerviste, vi racconteremo le tappe del nostro viaggio, di cui vi presentiamo una breve anteprima.

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