Google Science Fair 2013: ti va di partecipare?

La competizione online scientifica tra studenti di tutto il mondo per trovare l'idea che migliorerà il mondo? Si chiama Google Science Fair e ci sono ancora 60 giorni per scovare da soli, o in gruppo con i propri compagni di classe, il progetto vincente.

 

 

L’anno scorso la vittoria se l’è aggiudicata la statunitense Brittany Wenger. A soli 18 anni, Brittany ha creato un cervello artificiale capace di diagnosticare il cancro al seno e ha vinto il primo premio della Google Science Fair 2012, la competizione scientifica online promossa dal colosso di Montain View e aperta a tutti gli studenti di età compresa tra 13 e 18 anni. A chi toccherà quest’anno provare a "cambiare il mondo", come recita lo slogan del concorso? Se pensi che sia giunto "il tuo momento", non perdere tempo perché il termine ultimo per inviare il tuo progetto scade esattamente tra 60 giorni.

Scienziati teenager
Partecipare è semplice: basta accedere al sito della manifestazione e chiedere ai propri genitori di seguire le indicazioni presenti nel dashboard del progetto per avere l’autorizzazione. Unico “prezzo” da pagare, la creazione di account di posta elettrico firmato Google. Dopodiché comincia il bello, perché non basterà avere una buona idea, ma bisognerà anche metterla in pratica e il progetto inviato dovrà essere suddiviso in otto fasi che rispettino rigorosamente il metodo scientifico.

Il percorso di Brittany

Cerchiamo di capirlo meglio mettendoci per un attimo nei panni di Brittany. Primo, dovrai identificare un ambito di ricerca: per esempio, l’intelligenza artificiale. Secondo, dovrai scegliere l’oggetto della tua ricerca: una rete neurale in grado di diagnosticare il cancro al seno. Terzo, dovrai capire perché è importante l’indagine che vuoi condurre: diagnosticare in tempo e con grande affidabilità il cancro al seno può salvare molte vite. Quarto, dovrai avere le conoscenze di background minime che riguardano l’oggetto della tua ricerca: Brittany, per esempio, ha dovuto studiare a fondo il Java, uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati per sviluppare le reti neurali. Quinto, dovrai costruire un’ipotesi: dando in pasto alla rete neurale una quantità elevata di dati clinici provenienti da donne che si sono sottoposte all’agobiopsia, il programma sarà in grado di riconoscere le caratteristiche che accumunano i campioni malati e individuare così lo schema della malattia. Sesto, testare la tua ipotesi eseguendo un esperimento. Settimo, analizzare i dati raccolti e trarre le conclusioni: nel caso di Brittany, su un campione formato da 681 persone la sua applicazione ha dato la diagnosi di tumore corretta nel 99,1% dei casi. Ottavo e ultimo, comunicare i risultati della ricerca.
 
Una grande idea da soli. Oppure un lavoro collettivo
All’inizio può sembrare difficile, ma tutte queste informazioni sono dettagliatamente fornite nel sito della manifestazione e non si è obbligati a fare tutto da soli, si può lavorare in gruppo e soprattutto chiedere aiuto ai propri insegnanti. Così forse il Google Science Fair, più che una competizione, diventa un’occasione ghiotta per capire più da vicino come funziona il lavoro di uno scienziato, partendo dall’ideazione di un esperimento per finire con la scrittura di un vero e proprio paper da sottoporre alla comunità scientifica.
 
Vola da Google
Dopo il primo turno di valutazione verranno annunciati 90 finalisti per area geografica, i cui lavori saranno esaminati in modo più approfondito da una giuria di esperti. I primi 15 studenti o gruppi selezionati verranno invitati a un evento dedicato ai finalisti che si terrà presso la sede centrale di Google a Mountain View, in California, dove presenteranno il lavoro a una giuria di scienziati, innovatori in campo tecnologico e premi Nobel. Alla fine verranno premiati tre vincitori per fasce d’età, incluso il vincitore del primo premio. Il successore di Brittany si aggiudicherà una borsa di studio del valore di 50 mila dollari, visiterà l’arcipelago della Galapagos partecipando a una spedizione di National Geographic e potrà scegliere di vivere un’esperienza proprio a Google oppure alla LEGO o al Cern, che sono gli altri due partner promotori del concorso. Larry Page e Sergey Brin, due che il mondo lo hanno rivoluzionato davvero creando Google, hanno dichiarato che avrebbero sicuramente partecipato. Tu cosa farai?
 

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