Il Nobel per la fisica ai LED blu

L’illuminazione LED (acronimo di Light Emitting Diode) è ormai ovunque, dagli smartphone all’illuminazione pubblica, e gli analisti prevedono che saranno fondamentali per ridurre il nostro fabbisogno energetico: a parità di assorbimento, le lampadine a LED illuminano infatti molto di più rispetto agli altri metodi di illuminazione, oltre ad avere una vita media molto più lunga.

Emergent1

Sviluppo delle tecniche di illuminazione Immagine: Fondazione Nobel

Quella che è stata una vera e propria rivoluzione nel campo dell’illuminazione è cominciata alla fine degli anni Ottanta, col lavoro di Isamu Akasaki e Hiroshi Amano (Nagoya University) e di Shuji Nakamura (University of California, Santa Barbara), premiati quest’anno con il premio Nobel per la Fisica.

I primi LED in grado di emettere luce nello spettro visibile erano in commercio già dagli anni ’60, ma erano rossi o verdi. Per loro natura i LED possono emettere infatti solo un ristretto intervallo di lunghezze d’onda, determinato dalla natura del semiconduttore con il quale sono costruiti i diodi che li costituiscono. La luce bianca, come aveva dimostrato Newton col suo prisma, è invece un miscuglio di diverse lunghezze d’onda: per illuminare coi LED bisognava quindi costruire un diodo che emettesse anche la luce blu.

Per Delsing, presidente del Comitato del Premio Nobel, spiega l’importanza del premio di quest’anno (in Inglese)

Sia Akasaki e Amano, rispettivamente professore e dottorando nella stessa università, sia Nakamura, che al tempo lavorava per la Nichia Corporation, decisero di utilizzare lo stesso materiale semiconduttore, il nitruro di gallio, escogitando indipendentemente nuovi modi per produrlo e utilizzarlo per la costruzione dei diodi che emettessero luce blu.

Dopo centinaia di esperimenti falliti, e vere e proprie crisi professionali (la società aveva ordinato a Nakamura di lasciar perdere i diodi, ma questi continuò nel suo tempo libero), agli inizi degli anni Novanta il mondo ha avuto i primi LED a luce blu, spianando la strada ai LED a luce bianca e quindi alla rivoluzione dell’illuminazione che vediamo procedere sotto i nostri occhi.

Visto il massiccio impiego di illuminazione LED in tutto il mondo, la premiazione di Akasaki, Amano e Nakamura avviene quindi nel pieno spirito del testamento di Alfred Nobel, il quale voleva che la sua eredità fosse distribuita, in forma di premi annuali, a coloro che «hanno dato il maggior beneficio all’umanità».

 

 

 Il tweet inviato dall’account twitter del premio

 

Immagine box: PiccoloNamek via Wikimedia Commons

Immagine in apertura: Fondazione Nobel

Per la lezione

Prosegui la lettura

Commenti [2]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  1. giorgio

    cosa ha spinto i ricercatori a continuare nonostante i continui fallimenti ?

    Rispondi