Ti consiglio un libro: Volando si impara

Cosa hanno in comune i cani da fiuto con i frattali? Una macchina a raggi X con la meteorologia? I cavalli-motore con la statistica? Sono tutte tecnologie, concetti e discipline nelle quali ci imbattiamo prendendo un aereo.

In Volando si impara (Zanichelli, 2012) il divulgatore Brian Clegg, forte della sua esperienza maturata come consulente nella British Airways, guida il lettore alla scoperta della scienza che fa funzionare il nostro sistema internazionale di aviazione civile. Non solo, ci spiega anche come prendere un aereo sia un'esperienza che offre un punto di vista privilegiato per la comprensione del mondo che ci circonda e delle leggi che lo governano.

Che siate un po' nervosi all'idea di volare (come candidamente confessa l'autore) o meno, prendere un aeroplano è comunque un'emozione che comincia molto prima di salire a bordo, e con un po' di scienza persino le parti meno piacevoli diventano interessanti. 

I controlli di sicurezza per esempio sono il motivo per il quale arriviamo all'aeroporto con così largo anticipo: ci attende una lunga coda nella quale il nostro bagaglio a mano e il nostro corpo sono controllati per assicurarsi che non portiamo a bordo nulla di pericoloso. Togliendovi di dosso tutta la chincaglieria (chiavi, monete, cintura, etc.) che farebbe scattare il metal detector guardate il vostro bagaglio scansionato ai raggi X, e sperate proprio che non vi chiedano di aprirlo per un ulteriore controllo (che vi ritarderebbe ulteriormente). Leggendo scoprirete che dovete ringraziare rispettivamente Michael Faraday, scopritore dell'induzione elettromagnetica, e Wilhelm Röntgen, che per la prima volta ottenne artificialmente i raggi X, radiazioni elettromagnetiche ad alta energia in grado di oltrepassare diversi materiali. 

In alcuni aeroporti i bagagli sono controllati anche dai cani, ma che cos'è un cane se uno dei nostri primi "OGM" (organismi geneticamente modificati)? Una volta imbarcati sarete nelle mani degli ingegneri, ma nel frattempo il vostro bagaglio sarà "giudicato" da animali frutto di decine di migliaia di anni di addomesticamento e selezione.

Prima l'elettromagnetismo vi è sembrato una seccatura? Bene, mettendo piede sull'aereo, sappiate che è grazie alle tecnologie che lo sfruttano che arriverete sani e salvi: radio, radar, GPS sono tutti dispositivi che ne fanno uso e, nel caso del GPS, bisogna anche parlare un po' di relatività.

Sani e salvi? Siete su un bestione di centinaia di tonnellate, a migliaia di metri di altezza, spinto da enormi motori che prosciugano velocemente il carburante a bordo (poco più della quantità sufficiente al vostro tragitto),  viene spontaneo chiedersi se sarà sicuro… È il momento di parlare un po' di statistica: viaggiare in aereo è tre volte più sicuro che viaggiare in treno e dodici volte rispetto ad andare in automobile. Eppure, se avete guardato con attenzione la numerazione dei gate di partenza, avete visto che manca il numero 13: le compagnie aeree non vogliono correre rischi con i viaggiatori superstiziosi.

Tranquillizzati possiamo anche guardar fuori dal finestrino. Qui entrano in gioco i frattali, geometrie che si auto-ripetono che troviamo ovunque in natura, ad esempio nel profilo di una costa.

Siete ad appena metà del vostro viaggio e grazie a Clegg, tra un aneddoto e un esperimento da improvvisare, siete passati attraverso fisica, chimica, biologia, ecologia, passando per storia e persino archeologia, ed è rimasto spazio anche per sfatare le teorie cospirative sui cerchi nel grano e le famigerate scie chimiche.

Il viaggio, però, continua: bisogna ancora parlare di cartografia, medicina e astronomia prima di atterrare e mettere in pratica i consigli per ridurre il jet lag.

Insomma se chiunque può volare comodamente in poche ora da un capo all'altro della Terra, non lo dobbiamo solo alla portanza delle ali e ai motori a reazione (che pure vengono spiegati dettagliatamente) e dovremmo dare un po' meno per scontato il panorama che vediamo dal finestrino, e provare a guardarlo meglio.

Volando si impara, davvero.

Per la lezione

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